IL NUOVO LOGO
DELLA DANTE
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BELLO, ELEGANTE, MODERNO: UN LOGO CHE REGALA ARMONIA
di Paola Manfroni
Il progetto si propone di attivare un processo di
rilancio della Società Dante Alighieri, sostenendone e rafforzandone
la visibilità in Italia e all'estero. La Dante Alighieri rappresenta
oggi l'espressione di un associazionismo spontaneo appassionato e
vitale, ma ha bisogno di sostegno e di visibilità.
Le nuove opportunità offerte dalla tecnologia, la mobilità sul
pianeta, impongono di pensare ad un rinnovamento dell'immagine, in
grado di esprimere tutto il potenziale di una organizzazione così
ampiamente diffusa e così ricca di iniziative didattiche e
culturali. Per cogliere queste opportunità è nato il logo informale
che qui presentiamo.
Presupposti strategici
La lingua influenza e determina il pensiero. La Società Dante
Alighieri può e deve rappresentare non solo l'Italia nel mondo ma
l'aspirazione, comune a tutta l'umanità, alla bellezza e
all'armonia, che proprio nella lingua italiana ha trovato la
migliore espressione. Il nostro logo ci ricorda che l'Italiano è
musica: un linguaggio morbido e fiorito. L'italiano non è una lingua
per schematizzare la realtà e dominarla, ma per intuirla e goderla.
In Italiano hanno pensato artisti e scienziati che sono patrimonio
dell'umanità. Entrare in contatto con la Dante significa trovare una
chiave d'accesso a tutto questo.

Obiettivo di comunicazione
L'obiettivo primario è restituire alla lingua italiana la chiave di
accesso al territorio più caldo del momento: quello dell'armonia.
Attraverso la lingua è possibile trasferire un universo culturale
che ci viene riconosciuto in tutto il mondo, e che proprio oggi
sembra essere l'aspirazione di larghi strati della popolazione
mondiale. In Italiano si esprimono le arti ma anche la capacità di
integrare le logiche di efficienza con l'attenzione alla socialità e
alla bellezza. E' la nuova aspirazione degli uomini, che 50 anni fa
volevano la Luna e oggi rivogliono la Terra.

Logo - Ispirazione strategica
La semplicità e la pulizia del logo, e il vuoto che lo "rispetta" ci
accolgono nel territorio dell'armonia, luogo privilegiato del
pensare in italiano. Il logo che abbiamo ideato si propone di
comunicare immediatamente la missione della nuova Dante: un'azienda
culturale contemporanea, aperta, seducente, consapevole del valore
della c1assicità italiana, ma in grado di offrirne al mondo
l'interfaccia più vitale. Il logo è pensato per presiedere
autorevolmente carte intestate e certificati di studi ma anche per
volare nell'universo giovanile con leggerezza su T shirt e borsoni
da studenti. Nello stesso tempo esso costituisce una segnaletica
incisiva per le applicazioni di arredo urbano. Il logo è anche
pensato per restituire a Dante Alighieri la sua modernità,
dedicandogli la Società, sgombrando finalmente il campo da equivoci
e rischi di imitazione (società di studi danteschi). Il carattere
tipografico prescelto è il Bodoni, disegnato dal tipografo
Giambattista Bodoni per creare la migliore tessitura visiva della
lingua italiana. L'espansione del carattere testimonia di una
classicità che sa reinventarsi e tornare contemporanea. Il fiore è
una rilettura digitale di un antico modo di decorare la tipografia.
E' l'ultima tendenza della grafica più innovativa, vitale,
internazionale e giovanile, che ha invaso le copertine dei dischi,
le tavole da surf, gli snowboard e le T-shirt. Il fiore rappresenta
la bellezza che si riprende i suoi spazi invasi da un eccesso di
pragmatismo. Esprime la capacità e la volontà di dedicarsi anche a
cose improduttive che producono "solo" felicità.
I colori, rosso pompeiano e nero, attraversano nei secoli la storia
della tipografia, sottolineando la vocazione della Dante allo studio
della lingua.

Chi è Giambattista Bodoni
Incisore, tipografo ed editore, nato a Saluzzo nel 1740 e morto a
Parma nel 1813. Compositore fin dal 1758 nella stamperia di
Propaganda Fide a Roma, nel 1768 è chiamato a dirigere la stamperia
regia di Parma ove inizia a stampare pregevoli edizioni, utilizzando
inchiostri amalgamati da lui stesso. Nel 1771 impianta una
tipografia propria, fondendo caratteri di rara perfezione e
stampando edizioni divenute subito famose per la finezza delle
incisioni e la bellezza dei fregi, l'eleganza dei frontespizi, la
qualità della carta, la natura degli inchiostri.
I canoni della sua arte sono dallo stesso Bodoni esposti nel
"Manuale tipografico", pubblicato postumo dalla vedova Margherita
Dall' Aglio nel 1818. Una raccolta completa delle sue edizioni è
conservata nel Museo Bodoniano, presso la Biblioteca Palatina di
Parma (il Museo è stato riconosciuto con decreto ufficiale nel
1962).
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