Giovedì, 2 Settembre 2010


 

IL NUOVO LOGO DELLA DANTE

 

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BELLO, ELEGANTE, MODERNO: UN LOGO CHE REGALA ARMONIA

di Paola Manfroni

Il progetto si propone di attivare un processo di rilancio della Società Dante Alighieri, sostenendone e rafforzandone la visibilità in Italia e all'estero. La Dante Alighieri rappresenta oggi l'espressione di un associazionismo spontaneo appassionato e vitale, ma ha bisogno di sostegno e di visibilità.
Le nuove opportunità offerte dalla tecnologia, la mobilità sul pianeta, impongono di pensare ad un rinnovamento dell'immagine, in grado di esprimere tutto il potenziale di una organizzazione così ampiamente diffusa e così ricca di iniziative didattiche e culturali. Per cogliere queste opportunità è nato il logo informale che qui presentiamo.

Presupposti strategici
La lingua influenza e determina il pensiero. La Società Dante Alighieri può e deve rappresentare non solo l'Italia nel mondo ma l'aspirazione, comune a tutta l'umanità, alla bellezza e all'armonia, che proprio nella lingua italiana ha trovato la migliore espressione. Il nostro logo ci ricorda che l'Italiano è musica: un linguaggio morbido e fiorito. L'italiano non è una lingua per schematizzare la realtà e dominarla, ma per intuirla e goderla. In Italiano hanno pensato artisti e scienziati che sono patrimonio dell'umanità. Entrare in contatto con la Dante significa trovare una chiave d'accesso a tutto questo.

Obiettivo di comunicazione
L'obiettivo primario è restituire alla lingua italiana la chiave di accesso al territorio più caldo del momento: quello dell'armonia. Attraverso la lingua è possibile trasferire un universo culturale che ci viene riconosciuto in tutto il mondo, e che proprio oggi sembra essere l'aspirazione di larghi strati della popolazione mondiale. In Italiano si esprimono le arti ma anche la capacità di integrare le logiche di efficienza con l'attenzione alla socialità e alla bellezza. E' la nuova aspirazione degli uomini, che 50 anni fa volevano la Luna e oggi rivogliono la Terra.

Logo - Ispirazione strategica
La semplicità e la pulizia del logo, e il vuoto che lo "rispetta" ci accolgono nel territorio dell'armonia, luogo privilegiato del pensare in italiano. Il logo che abbiamo ideato si propone di comunicare immediatamente la missione della nuova Dante: un'azienda culturale contemporanea, aperta, seducente, consapevole del valore della c1assicità italiana, ma in grado di offrirne al mondo l'interfaccia più vitale. Il logo è pensato per presiedere autorevolmente carte intestate e certificati di studi ma anche per volare nell'universo giovanile con leggerezza su T shirt e borsoni da studenti. Nello stesso tempo esso costituisce una segnaletica incisiva per le applicazioni di arredo urbano. Il logo è anche pensato per restituire a Dante Alighieri la sua modernità, dedicandogli la Società, sgombrando finalmente il campo da equivoci e rischi di imitazione (società di studi danteschi). Il carattere tipografico prescelto è il Bodoni, disegnato dal tipografo Giambattista Bodoni per creare la migliore tessitura visiva della lingua italiana. L'espansione del carattere testimonia di una classicità che sa reinventarsi e tornare contemporanea. Il fiore è una rilettura digitale di un antico modo di decorare la tipografia. E' l'ultima tendenza della grafica più innovativa, vitale, internazionale e giovanile, che ha invaso le copertine dei dischi, le tavole da surf, gli snowboard e le T-shirt. Il fiore rappresenta la bellezza che si riprende i suoi spazi invasi da un eccesso di pragmatismo. Esprime la capacità e la volontà di dedicarsi anche a cose improduttive che producono "solo" felicità.
I colori, rosso pompeiano e nero, attraversano nei secoli la storia della tipografia, sottolineando la vocazione della Dante allo studio della lingua.

Chi è Giambattista Bodoni
Incisore, tipografo ed editore, nato a Saluzzo nel 1740 e morto a Parma nel 1813. Compositore fin dal 1758 nella stamperia di Propaganda Fide a Roma, nel 1768 è chiamato a dirigere la stamperia regia di Parma ove inizia a stampare pregevoli edizioni, utilizzando inchiostri amalgamati da lui stesso. Nel 1771 impianta una tipografia propria, fondendo caratteri di rara perfezione e stampando edizioni divenute subito famose per la finezza delle incisioni e la bellezza dei fregi, l'eleganza dei frontespizi, la qualità della carta, la natura degli inchiostri.
I canoni della sua arte sono dallo stesso Bodoni esposti nel "Manuale tipografico", pubblicato postumo dalla vedova Margherita Dall' Aglio nel 1818. Una raccolta completa delle sue edizioni è conservata nel Museo Bodoniano, presso la Biblioteca Palatina di Parma (il Museo è stato riconosciuto con decreto ufficiale nel 1962).

 

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