
La Società Dante Alighieri nacque nel 1889 a opera di un gruppo di intellettuali guidati da Giosuè Carducci. Come è chiaramente enunciato nell’articolo 1 dello Statuto, essa si proponeva di “tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiana nel mondo, tenendo ovunque alto il sentimento di italianità, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana”.
I fondatori intitolarono l'Associazione a Dante Alighieri per confermare che in quel nome si era compiuta l’unità linguistica della Nazione, riconosciuta poi politicamente sei secoli dopo.
Fin dalle origini l’attività della Società si indirizzò sia all’interno dei confini nazionali che all’estero. Come è naturale, però, è in questa seconda sede che meglio si esplicarono le iniziative culturali definite dall’articolo 1 dello Statuto. È infatti attraverso l’espandersi e il definirsi dell’attività dei suoi Comitati all’estero che è possibile delineare l’evolversi della “Dante” come organismo di produzione e diffusione culturale.
All'inizio l’attività della Società fu rivolta, per impulso del primo presidente, Ruggiero Bonghi (1889-1895), alla istituzione di corsi di lingua italiana per gli emigrati che si recavano all’estero in cerca di lavoro.
In questo primo periodo la “Dante” ebbe i suoi primi Comitati esteri in quei Paesi dove si trovava una colonia italiana di un certo rilievo, soprattutto in Europa: in Svizzera (Ginevra, 1894; Zurigo, 1895), in Belgio (Liegi, 1894) e in Francia (Marsiglia, 1895) dove i nostri connazionali emigravano in cerca di lavoro. Comitati sorgono anche in Grecia e in Turchia, e anzi in questi Paesi si costituirono i più antichi sodalizi della Società fuori dai confini della patria: il primo Comitato estero della “Dante” fu fondato a Salonicco nel 1890 e l’anno successivo nacque quello di Smirne, seguito nel 1895 da quello di Costantinopoli.
In seguito, sotto la guida del secondo presidente Pasquale Villari, (1896-1901), i Comitati esteri della “Dante” si estesero ad altri Paesi del Mediterraneo (Costantinopoli, Turchia, 1895; Il Cairo, Egitto, 1896; Alessandria, Egitto, 1896; Suez, Egitto, 1898), della Francia (Marsiglia, 1895; Parigi, 1898; Montecarlo, 1899; Tolone, 1902) e dell’Europa settentrionale e orientale (Bucarest, Romania, 1986; Odessa, Ucraina, 1899).
In quest’epoca comincia l’espansione della “Dante” anche al di fuori dell’Europa, e nuovi Comitati vengono fondati in alcune città dell’America del nord (New York, 1897; Boston, 1901) e soprattutto del sud (Buenos Aires, Argentina, 1896; Montevideo, Uruguay, 1896; Iquique, Cile, 1896; Rosario, Argentina, 1897; Caracas, Venezuela, 1989; San Paolo, Brasile, 1899). Il primato del Comitato più lontano dalla madrepatria in questo periodo spetta a quello di Melbourne (Australia), fondato nel 1896.
Ai primi del Novecento, sotto la guida del suo terzo presidente Luigi Rava (1902-1906), la Società si espande più marcatamente in Paesi anche molto lontani geograficamente e culturalmente dai confini nazionali: aumenta infatti il numero dei Comitati in nord America fino a raggiungere anche il Canada (Toronto, 1905). Nella stessa epoca nascono Comitati nei Paesi in cui si andava affermando l’espansione coloniale italiana (Bengasi, Libia 1906), o si rafforzano in quelli già esistenti (Tripoli, Libia, 1898).

Nei primi decenni del secolo XX la “Dante” comincia a dare una forma più strutturata e scientifica alle proprie attività di formazione culturale, e sotto il quarto presidente Paolo Boselli (1906-1932) vennero istituiti i primi corsi per la formazione degli insegnanti di italiano dell'estero. Subito dopo la Prima guerra mondiale vennero anche istituite, su iniziativa del comm. Antonio Ortore e con il patrocinio della Real Casa e l’appoggio dell’allora senatore Boselli, le “Borse Premio” della Società Dante Alighieri per le terre irredente.
Durante il Fascismo la Società attraversò una prima fase di espansione nei Paesi europei (Katovice, Polonia, 1923; Groningen, Olanda, 1924; Bessarabia, Romania, 1931; Helsinki, Finlandia, 1931; Göteborg, Svezia, 1932; Filippopoli, Bulgaria, 1932; Oslo, Norvegia, 1932; Focsani, Romania, 1937), e soprattutto in Germania e Austria (Lipsia, Germania, 1934; Innsbruck, Austria, 1935; Salisburgo, Austria, 1935; Linz, Germania, 1936; Stoccarda, Germania, 1936; Francoforte, Germania, 1937; Tubinga, Germania, 1938; ecc.).
Nello stesso periodo, l’immagine inizialmente positiva e moderna che il Fascismo dava al Paese contribuì anche alla diffusione di un atteggiamento “filo-italiano” in molti Paesi del mondo, soprattutto negli Stati Uniti, in cui abbondante era la presenza dei nostri emigrati, con la conseguente formazione di un gran numero di Comitati (Buffalo, New York, 1926; Hartford, Connecticut, 1926; Akron, Ohio, 1931; Steubenville, Ohio, 1931; Dallas, Texas, 1932; Garwood, New Jersey, 1933; Houston, Texas, 1933; Patterson, New Jersey, 1933; Utica, New York, 1933; Atlanta, Georgia, 1934; Canton, Ohio, 1934; Providence, Rhode Island, 1934; Lorain, Ohio, 1935; Columbus, Ohio, 1935; Youngstown, Ohio, 1935; Mount Vernon, New York, 1935; Cincinnati, Ohio, 1936; Montclair, New Jersey, 1936).
Nello stesso periodo l’espansione della “Dante” raggiunse anche l’Estremo Oriente (Tientsin, Cina, 1924; Batavia, Indie Olandesi poi Giacarta, Indonesia, 1934; Hong Kong, Cina, 1934; Bombay, India, 1935), l’Oceania (Brisbane, Australia, 1937) e l’Africa (Dakar, Senegal, 1938).
Com’è ovvio, la presenza della “Dante” si estese anche ai Paesi in cui l’Italia aveva imposto la propria dominazione coloniale: Addis Abeba, Etiopia, 1936; Asmara, Eritrea, 1937.
In seguito, tuttavia, il regime fascista relegò la “Dante” a un ruolo di minoranza, ritenendo di dover svolgere in prima persona le attività di divulgazione della cultura italiana, che in quell’epoca coincidevano ormai con obiettivi di propaganda politica.
In molti Paesi, quindi, le attività culturali normalmente appannaggio della Società passarono sotto l’amministrazione dei Fasci all’estero oppure dei locali Istituti di Cultura, in ottemperanza a quanto stabilito nel 1938 tra il Ministero degli Affari Esteri e la Sede Centrale della “Dante Alighieri” secondo cui, dove fossero in piena attività degli Istituti Italiani di Cultura, i Comitati della “Dante” dovessero essere sciolti.
Le nuove disposizioni miravano ad attribuire agli Istituti ogni attività culturale precedentemente svolta dai Comitati della “Dante”, e non soltanto quelle più generali di diffusione della cultura italiana, ma anche quelle più specifiche di insegnamento della lingua: tutti i corsi di lingue dovevano infatti passare alle dipendenze degli Istituti Italiani di Cultura.
Questo determinò una contrazione nel numero dei Comitati attivi, anche se in alcuni casi essi non vennero formalmente disciolti ma messi sotto il controllo di un “fiduciario” che controllava i Comitati di un intero Paese, privandoli di fatto della propria autonomia e capacità di manovra.
Qualche eccezione a questa regola si osserva in Germania, grazie alla speciale convenzione culturale italo-tedesca. L’Istituto Italiano di Cultura di Vienna, per esempio, assunse prevalentemente il carattere di Istituto specializzato in studi storici e letterari, mentre i corsi di lingue passarono di nuovo alla “Dante”, che ricostituì il Comitato.
Qualche Comitato, inoltre, trovò dei sistemi per aggirare questa normativa ed evitare lo scioglimento. Il Comitato di Varsavia, per esempio, si sciolse nominalmente all’apertura del nuovo Istituto Italiano di Cultura ma si trasformò in un “Comitato Polonia-Italia” con il quale continuò le attività culturali.
Dopo la Seconda guerra mondiale fu eletto presidente Vittorio Emanuele Orlando (1946-1952), che riscrisse lo Statuto adattando l’attività della “Dante” al nuovo clima sociale e politico.
In questo periodo si ebbe una nuova espansione e riorganizzazione dei Comitati all’estero, tranne che per gli Stati Uniti d’America, dove al contrario si assiste alla scomparsa di molti Comitati anche di antica formazione: va notato, infatti, che in questo Paese la “Dante Alighieri” fu inserita nell’elenco delle associazioni sovversive promulgata dall’Attorney General (Ministro della Giustizia) degli Stati Uniti nel 1947. La lista continuò a circolare per molti anni, ricompilata e aggiornata periodicamente, e a determinare una cattiva reputazione delle associazioni in essa comprese. La presenza della “Dante” nella lista determinò una certa diffidenza nei confronti della Società negli anni del dopoguerra, e molti soci non vollero più riscriversi o partecipare alle attività dei vari sodalizi americani. La diffidenza verrà superata solo nel 1961 grazie alla nomina di Edward Kennedy a presidente onorario del Comitato di Boston.
Nonostante ciò, tuttavia, il marchio imposto da quell’ordinanza continuò a influenzare la vita dei Comitati americani. Il Comitato di Houston (Texas), per esempio, nel 1963 ritenne di doversi distinguere e distaccare dalla Sede Centrale della “Dante” per non danneggiarla a causa della precedente presenza nella lista infamante: cambiò quindi nome in “Dante Cultural Society” e si appoggiò al Sacred Heart Dominican College, pur mantenendo continuità di contatti con la “Dante Alighieri”.
A Orlando successe Vincenzo Arangio Ruiz (1953-1955) che si prodigò per l'aggiornamento delle biblioteche della “Dante” all’estero e per la promozione in Italia delle letture dantesche. In questi anni si assiste alla difficoltà di riorganizzazione dei Comitati brasiliani, causati da una legge che vietava l’esistenza delle Società straniere in Brasile. Il problema venne spesso aggirato fondando in quello Stato delle società locali che portavano il titolo di “corrispondente della ‘Dante Alighieri’”: ciò accadde per esempio al Comitato di San Paolo, che dal 1951 strinse una collaborazione con il locale “Instituto Cultural Italo-brasileiro” che di fatto svolgeva le stesse attività della “Dante” ma senza portarne il nome formale e aggiungendo alla propria intitolazione la dicitura “corrispondente della ‘Dante Alighieri’ per San Paolo del Brasile”.
Aldo Ferrabino (1956-1972) modificò nuovamente lo Statuto sociale assegnando all’Assemblea dei Soci compiti di carattere amministrativo e al Congresso compiti più strettamente culturali.
Dal 1973 al 1988, la “Dante”, avvalendosi della presidenza del Ministro plenipotenziario Giovanni di Giura, operò per stabilire rapporti di più stretta collaborazione con le associazioni culturali italiane all'estero. Venne quindi creato un Comitato permanente interministeriale di coordinamento per esaminare l’attività svolta dalla Società e per programmare iniziative in collaborazione anche con altri Enti.
In questo periodo si segnala una notevole fioritura dei Comitati argentini o più in generale sudamericani, che nonostante le difficoltà economiche che incontrano a causa delle condizioni politiche del Paese riescono a promuovere ugualmente una valida attività culturale.
Nel 1989, anno del Centenario, presidente il sen. Salvatore Valitutti (1989-1992), la “Dante” fu inserita fra i componenti della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero.
Dal 1993 al 1995 la presidenza fu affidata all’etruscologo Massimo Pallottino, e sotto la sua guida la Società ha promosso i rapporti e le collaborazioni con le istituzioni culturali straniere presenti a Roma.
In questo periodo la Società inaugurò un programma per la certificazione dell’insegnamento della lingua italiana destinato ai molti docenti che svolgono attività d’insegnamento nei Comitati esteri: si tratta del PLIDA (Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri).
Nel maggio 1996 è stato eletto Presidente della Società l'Ambasciatore Bruno Bottai, che tutt’ora riveste la carica.
Francesca Garello

